Gallipoli

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La città, sede vescovile dal VI secolo d.C., si trova lungo la costa occidentale del Salento, protesa sul mar Ionio, ed è divisa in due zone: il centro storico e la città nuova, collegata all'isola del borgo antico tramite un ponte in muratura secentesco. In località Torre Sabea vi era un antico e importante villaggio neolitico del quale sono rimasti chiari segni archeologici, benché coperti da uno strato di sabbia. I dati faunistici e paleobotanici e il materiale archeologico compresi i segni di vegetazione commestibile (frumento, orzo, ...) o di focolari incisi sulla roccia, dimostrano che la comunità del villaggio apportava modifiche al suo habitat, in funzione dell'utilità che ne poteva trarre per il vivere più civile: colture dei terreni, pascoli di capro-ovini.

Lo stemma di Gallipoli si compone dell'immagine di un gallo con la corona e di una scritta che recita "fideliter excubat" (vigila fedelmente). La leggenda narra che il gallo avrebbe impresso con la propria immagine lo scudo di Idomeneo di Creta, l'eroe che si crede fondatore delle città di Lecce e di Gallipoli.

Altri pensano che la città originaria sia stata la messapica Alezio, e che in quel tempo lo scoglio su cui è posta Gallipoli servisse da stazione per i pescatori, che edificarono qualche casetta senza ordine per ripararsi. In effetti tutte le città messapiche erano collegate tramite tracciati stradali ai loro approdi portuali: Alezio era collegata a Gallipoli, Ugento a Torre San Giovanni, Nardò a Santa Maria al Bagno a cui forse era collegata la stessa Manduria. In seguito alla distruzione di Alezio, con l'accrescere della popolazione e degli artigiani, Gallipoli divenne una città. La tortuosità delle strade del centro storico sembra confermare questa teoria. L'impianto urbanistico della città vecchia è dovuto anche a motivi militari e climatici (la tortuosità delle strade è un'ottima difesa contro le truppe nemiche e i venti dominanti) inoltre si è sfruttato ogni centimetro quadrato disponibile pur di poter edificare entro la cinta muraria; infatti nel centro storico non esistono vere e proprie piazze ma al più qualche slargo.

Altre fonti attribuiscono le origini della città ad altri eventi. Plinio il vecchio, ad esempio, induce a dedurre che i Galli Senoni si siano insediati nel territorio; più credibile pare quella attribuita ai Messapi: è certo che Gallipoli fece parte della Magna Grecia controllando un vasto territorio comprendente l'attuale Porto Cesareo. Nel 265 a.C. a fianco di Taranto e di Pirro, si scontrò con Roma subendo una sconfitta che la relegò a colonia romana fino a diventare "municipium".

Agli inizi del Medioevo fu quasi certamente saccheggiata dai Vandali e dai Goti. Ricostruita dai Bizantini, Gallipoli conobbe un periodo di floridezza sociale e commerciale, sfruttando la sua posizione geografica. Durante il Medioevo appartenne alla Chiesa di Roma e fu teatro di durissimi scontri con il monachesimo greco, il cui ricordo si conserva ancora nell'Abbazia di San Mauro, i cui ruderi sono visibili sulla serra che da est guarda alla città.

Nell'XI secolo, Gallipoli fu occupata dai Normanni e successivamente, nel 1268, subì l'assedio di Carlo I d'Angiò, determinandone di fatto il passaggio della città sotto il controllo degli Angioini e provocando la fuga degli abitanti nella vicina Alezio. La ripopolazione della città avvenne già nel 1300 sotto il governo del Principato di Taranto. Nel 1484 i Veneziani la occuparono con una flotta composta da settanta navi, tra cui sedici galere e cinque navi da carico, con settemila combattenti e trecento cavalli, contro i duecento gallipolini che manifestarono fino all'ultimo la loro fedeltà al regnante; ma, avvertiti poco dopo dell'imminente arrivo di un'armata inviata da Napoli in soccorso da Ferdinando I d'Aragona, si ritirarono, lasciandovi un presidio militare, il quale però non fu evidentemente in grado di opporsi a lungo alla riconquista aragonese della città. Nel XVI secolo subì dapprima l'assedio degli spagnoli e poi dei Borbone; con questi ultimi entrò a far parte del Regno di Napoli. Ferdinando I di Borbone avviò la costruzione del porto che divenne nel Settecento la più importante piattaforma olearia del Mediterraneo per il commercio dell'olio per lampade.

Il distretto di Gallipoli fu una delle suddivisioni amministrative del Regno delle Due Sicilie, subordinate alla provincia di Terra d'Otranto, soppressa nel 1860 con l'annessione al Regno di Sardegna. Fu costituito con la legge 132 del 1806 "sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno", varata l'8 agosto di quell'anno da Giuseppe Bonaparte.

Il distretto era suddiviso in successivi livelli amministrativi gerarchicamente dipendenti dal precedente.

Al livello immediatamente successivo, infatti, individuiamo i circondari, che, a loro volta, erano costituiti dai comuni, l'unità di base della struttura politico-amministrativa dello Stato moderno. A questi ultimi potevano far capo i villaggi, centri a carattere prevalentemente rurale. I circondari del distretto di Gallipoli ammontavano a tredici: Gallipoli, Parabita, Casarano, Alessano, Gagliano, Presicce, Tricase, Ruffano, Ugento, Poggiardo, Maglie, Nardò, Galatone.

Da sempre ambita meta turistica, è stata raggiunta negli ultimi anni da un numero sempre crescente di visitatori diventando una delle mete preferite del Mediterraneo grazie al suggestivo centro storico, costituito da un intricato labirinto fatto di stradine tortuose, corti, bellissime chiese e palazzi storici.

 

 

 

 

 

COSA VISITARE

 

Sicuramente il borgo nuovo e il borgo antico. Il centro storico di Gallipoli è paragonabile ad un’isoletta completamente adagiata sull’acqua e collegata alla terra ferma – e alla zona nuova – da un ponte in muratura. La città vecchia è ricca di antichi palazzi e chiese in stile barocco, costruita dai greci come una sorta di labirinto dove tutte le stradine s’incrociano l’una nell’altra, tra le case dalle mura bianche e cornicioni azzurro intenso, segnando dei percorsi che portano tutti alle mura della città che danno sul porto.

All’interno del centro storico esiste una spiaggetta a cui si accede scendendo delle scale che collegano il centro storico con il porto turistico, che è chiamata Spiaggia della Purità, dal nome della Chiesa della Purità che si trova esattamente sopra la spiaggia. Qui è conservata la Statua di Santa Cristina, patrona della città che viene festeggiata con processione, luminarie e spettacoli pirotecnici il 24 luglio.

A Gallipoli non vi sono stabilimenti balneari per cui la spiaggia è libera e in estate spesso molto affollata perché piccolina e presa di mira dagli abitanti stessi del centro storico.

Il borgo antico è ancora oggi abitato da molte famiglie del luogo e pieno principalmente di negozi. Questo rende il borgo particolarmente affascinante e vivo, in particolare durante le festività pasquali e natalizie che sono fortemente sentite dagli abitanti della città.

All’interno del centro storico di Gallipoli è possibile visitare le diverse chiese tra cui la Cattedrale di Sant’Agata, recentemente restaurata e massima espressione dell’architettura barocca, la fontana greca – risalente al 16° secolo – all’inizio del ponte in muratura che collega il borgo nuovo con il borgo antico, anch’essa di recente ristrutturazione dove sono raffigurate in bassorilievo le metamorfosi di personaggi mitologici e le varie e numerose chiese appartenenti ognuna ad una delle confraternite di arti e mestieri che rappresentavano la città

Tra le chiese da visitare, la Chiesa di San Francesco d’Assisi dove è custodita la statua del “malladrone” (come è chiamato in dialetto gallipolino) nell’altare della crocefissione. Il “cattivo ladrone”, crocefisso accanto a Gesù, è una statua lignea di grande pregio artistico, il volto è raffigurato con un ghigno beffardo che appare così straordinariamente reale che la statua fu definita da Gabriele D’Annunzio, in uno dei suoi scritti, come capolavoro di “orrida bellezza”.

 

 

 

 

 

IL MARE

 

Oltre alla storia e alle numerose tradizioni, Gallipoli è nota per i suoi due litorali: quello a nord e quello a sud dove si trovano i principali stabilimenti balneari. La riviera a sud è quella che collega Gallipoli a Santa Maria di Leuca, ed è per la maggior parte sabbiosa, ad eccezione

del primo tratto dove affiorano, di tanto in tanto, dei scogli che comunque non rendono difficoltoso l’acceso al mare.

Il litorale è molto lungo ed è costellato di stabilimenti balneari molto alla moda intervallati da piccoli lembi di spiaggia libera. Entrando in acqua è possibile camminare a lungo prima di trovare delle secche di profondità.

Il litorale a nord è quello maggiormente frastagliato e collega Gallipoli a Santa Maria al Bagno. Ad un certo trasforma in scogliera, posto adatto per chi pratica snorkeling

Il centro storico di Gallipoli viene chiuso ogni anno al traffico dal 13 giugno al 13 settembre circa, per cui gli accessi in auto sono consentiti ai soli residenti che esibiscono il pass sulla propria auto.

Ad ogni modo, sul lungomare Galilei è possibile trovare molti posti dove è possibile affittare scooter, bici, moto e quanto altro esiste su due ruote per spostarvi più facilmente in città.

 

Quando conviene andare a Gallipoli

Il clima salentino si mantiene caldo e splendente fino a settembre/ottobre per cui è possibile “destagionalizzare” le proprie vacanze a Gallipoli per evitare di concentrarle ad agosto, periodo in cui la città è presa d’assalto e non si riesce a godere pienamente della sua bellezza.

 

 

 

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