Published by Daniele on 21 Gen 2010
Mostra sulle Macchine di Leonardo al castello di Acaya - Prorogata a maggio 2010
Prosegue la mostra allestita nel castello di Acaya (Vernole) fino al prossimo maggio 2010, “Le macchine di Leonardo da Vinci”.

Circa quaranta ricostruzioni tratte dai progetti originali di Leonardo, tra cui la “Lanciasassi“, in ferro o legno, o il “ponte girevole“, tutte antichizzate con tecniche moderne, tutte riproduzioni, in scala reale, realizzate grazie alla passione dell’artista salentino Giuseppe Manisco, le cui opere sono già note al pubblico dopo le ripetute partecipazioni dell’artista a manifestazioni di carattere storico architettonico.
La mostra, organizzata presso il castello di Acaya fino al 10 gennaio ma poi prorogata fino a maggio 2010, fa rivivere l’epoca di Leonardo mostrandone le sue invenzioni: una preparata guida (e spesso lo stesso Sig. Manisco) illustreranno con dovizia di particolari e con alcuni aneddoti il funzionamento dei marchingegni e lo scopo per il quale furono inventanti. Ogni macchina verrà ben illustrata in lingua italiana, ma per i più appassionati anche nella lingua dell’epoca di Leonardo.
Ecco alcuni piccoli esempi di macchine di Leonardo in mostra presso il castello di Acaya:
La bombarda è formata da un grande cannone montato su un robusto e pesante supporto. Questa potente arma può essere regolata e inclinata sull’asse longitudinale: è fissata ad una base e presenta un ingranaggio curvilineo dentato lungo tutto la sua semicircolarità.
Moto strumentale, il volo umano realizzato con l’uso di una macchina: individua nel paracadute il mezzo più semplice di volo.
Sorprendente la mostra, ma anche il piccolo borgo di 420 abitanti, dove tutto è pace, vicoli che si incrociano, piccole casette, in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato.
Acaya è una piccola frazione del comune di Vernole, in provincia di Lecce. Situata a 5 km dal mare Adriatico e dalla Riserva naturale delle Cesine gestita dal WWF.
Costituisce l’unico esempio di città fortificata ancora intatta di tutto il Sud Italia.
Nella località sorge un imponente castello di forma trapezoidale fatto edificare da Gian Giacomo dell’Acaya nel 1535-1536. Rocca rinascimentale, è un’importante traccia del periodo aragonese.
La città di Acaya è tipica per il suo sistema viario che risale al 1500, le strade sono a maglie ortogonali. La rocca cinquecentesca seguì i dettami dell’epoca nell’ambito dell’architettura militare. Tale fortezza risulta tra le più innovative e meglio curate di tutto il “Vice Regno di Napoli”, infatti il dell’Acaya era uno dei più noti architetti militari del XVI secolo. Il castello è stato oggetto di restauro negli ultimi anni e nel 2008 è stato scelto come sede del Forum Mediterraneo per la Pace.
Per la visita delle macchine di Leonardo, e per chi volesse approfondire anche con la visita al Castello contattare la dottoressa Oronzina Malecore (347-2535235).
Per chi inoltre decidesse di immergersi per qualche giorno o anche solo per un week-end nelle vicinanze del castello di Acaya per poter visitare i luoghi e assaporare i gusti non solo di Acaya ma di tutto il territorio di Vernole, può far sosta presso l’Agriturismo VILLA CONCA MARCO, situato a pochi kilometri dalla cittadella fortificata di Acaya ed in cui la famiglia Palumbo vi accoglierà con la semplicità e la tranquillità che da sempre caratterizza uno dei migliori agriturismo del salento. Per informazioni, rivolgersi a Sirio Palumbo (320 6582659).
Buona visita in compagnia di Leonardo!
La tranquillità ed il relax offerto dalle campagne pugliesi, la vicinanza al mare e alle città d’arte, la cordialità del personale ed il clima piacevole fanno del Salento ed in particolare di
Incredibile vero? Tutto questo a prezzi “scaccia crisi”! E se volete assaporare i piatti genuini tipici della tradizione salentina, potete cenare al prezzo di € 18,00 a persona bibite incluse! Contatte lo staff di
A campi salentina, cittadina a circa 30 km dall’agriturismo
sembra, incrociamo le dita, che il bel tempo sia arrivato. Non se ne poteva proprio più!!! Vento, fulmini, pioggia, un’antartide gelata sul groppone, immobili quadri a tinte grigie, lupi neri in racconti gotici pieni di patos ci hanno tenuto compagnia mentre eravamo al calduccio accanto al camino. E’ vero che marzo è pazzerello, ma questo è stato proprio da manicomio! Allora, finalmente, via la coperta dal letto, potremo stenderla sui prati, via le panze ed i personaggi cupi ed inquietanti con le loro barbe, e forza con una bella forma fisica, i colori, i menestrelli, i nuovi amori ed i pic nic tra le fresche frasche. Qui in agriturismo i passerotti ultimi nati già tentano di fuggire dal nido, le lucertole fanno capolino dai muretti a secco e papaveri e margherite ondeggiano piegati da un vento finalmente caldo in una specie di “danza del bel tempo”. Vi invito a venire per le vacanze di Pasqua in Puglia e nel Salento a vedere queste scene e giacchè vi passo anche le anteprime sulla giornata di Pasquetta che stiamo preparando per festeggiare degnamente l’arrivo del sole, dei fiori, del caldo e della mai tanto attesa primavera. Per la 

LA TRAMA: Nella prima scena i coniugi Smith siedono in salotto, il signor Smith legge un quotidiano fumando una pipa inglese, mentre la signora fila, ripetendo più volte il menu della loro cena, perfettamente all’inglese.
Nella nostra messinscena il testo di Ionescu è quasi totalmente rispettato, ma cambia l’atmosfera, non più personaggi statici e fermi, bensì soggetti che corrono infinitamente, in continua esplosione, convinti anche emozionalmente di ciò che sostengono. Crediamo appunto che i dialoghi di Ionesco non siano più così tanto assurdi se guardiamo come l’uomo odierno passa la giornata, e come la riempie di parole vuote. L’uomo di oggi ha emozioni in continua esplosione ma mai in equilibrio, è schizzofrenico, senza un contenuto che derivi da un sapere filosofico o di terra. Schizzofrenia esaltata, un uomo che ingurgita e vomita. Quest’uomo nello spettacolo non è grigio, ma è colorato ed in tale contraddizione è convinto del giusto. Ognuno ha una verità, e i personaggi tra loro non si guardano, e quando si accendono passioni
curiosamente profonde esse muoiono con una profonda violenza. Questo tradotto con uno stile brillante ed incalzante.
A questo punto urge, informare gli amici di quello che il Salento sta preparando per le prossime vacanze Natalizie e di fine anno. Il calendario è veramente denso, e molti sono gli spettacoli e gli incontri anche se non tutti definiti nei particolari. 



Da cittadino del mediterraneo, di un angolo periferico del mondo occidentale, uso a tante invasioni ed angherie, guardo con occhi diffidenti il nuovo, quasi non possa mai portare qualcosa di realmente nuovo. Al limite fisso l’orizzonte, per vedere da dove giunge la nuova disgrazia. 
La Notte della Taranta è il più grande festival musicale dedicato alla pizzica salentina ed alla contaminazione con altri linguaggi musicali dalla world music al rock, dal jazz alla musica sinfonica. Violini, tamburelli, viole, contrabbassi, percussioni ed il canto salentino con ritmi indiavolati da sette ottavi fanno ogni anno scatenare gli spettatori sino all’alba.
La Notte della Taranta con l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Lecce (nell’edizione 2001 diretta da Piero Milesi), quello fra la cantante israeliana Noa e la lingua grika nell’edizione 2002 o ancora quello fra le sonorità rock dell’ex batterista dei Police Stewart Copeland e i ritmi percussivi della pizzica.







Il Forum Mediterraneo per la Pace è un organismo internazionale senza fini di lucro creato sotto l’egida dell”Unesco per promuovere e stimolare la soluzione dei problemi economici e sociali nell’area del mediterraneo, in primo luogo quello della pace tra i popoli della regione.
Il Forum è stato fondato da 4 Membri tra cui l’Ambasciatore Omar Massalha (