Le Vacanze di Pasqua e Pasquetta 2009 nel Salento con Musica, Teatro e Intrattenimenti per Bambini
sembra, incrociamo le dita, che il bel tempo sia arrivato. Non se ne poteva proprio più!!! Vento, fulmini, pioggia, un’antartide gelata sul groppone, immobili quadri a tinte grigie, lupi neri in racconti gotici pieni di patos ci hanno tenuto compagnia mentre eravamo al calduccio accanto al camino. E’ vero che marzo è pazzerello, ma questo è stato proprio da manicomio! Allora, finalmente, via la coperta dal letto, potremo stenderla sui prati, via le panze ed i personaggi cupi ed inquietanti con le loro barbe, e forza con una bella forma fisica, i colori, i menestrelli, i nuovi amori ed i pic nic tra le fresche frasche. Qui in agriturismo i passerotti ultimi nati già tentano di fuggire dal nido, le lucertole fanno capolino dai muretti a secco e papaveri e margherite ondeggiano piegati da un vento finalmente caldo in una specie di “danza del bel tempo”. Vi invito a venire per le vacanze di Pasqua in Puglia e nel Salento a vedere queste scene e giacchè vi passo anche le anteprime sulla giornata di Pasquetta che stiamo preparando per festeggiare degnamente l’arrivo del sole, dei fiori, del caldo e della mai tanto attesa primavera. Per la Pasquetta 2009 nel Salento, a Villa Conca Marco le proposte per un week end spensierato con la festa più attesa di ogni primavera,…rigorosamente nel nostro parco. Il party (occorre darsi un tono internazionale, vero?!) inizia la mattina per proseguire sino a mezzanotte, e sarà ricco di spettacoli di ogni genere, in grado di mettere d’accordo dame e cavalieri, famiglie e infanti.
Dalla musica, al teatro agli spettacoli per bambini… con il barbeque sempre acceso. Una festa di primavera che è un vero appuntamento di incontro e creatività cui tutti siete chiamati a prendere parte, senza pregiudizi su nessuno.
Vediamo più in particolare il programma dando una sbiarciatina alle iniziative musicali e allo spettacolo teatrale:

Come si vede dalla locandina promozionale degli Spettacoli Musicali, riuniti sotto la sigla “YES, WE ROCK!“, la festa è veramente ricca di proposte che si distribuiranno durante tutto l’arco della giornata sino a mezzanotte, ora in cui speriamo di chiudere i battenti. I generi musicali spazieranno intorno, appunto al rock, per incontrare Elvis, gli anni 60, ma anche il funky e la musica luonge, soul, jazz, acid jazz, ambient. Si tratta di artisti tutti ben noti nel Salento ed in Puglia e che trovano riparo sotto l’ombrello (rigorosamente da spiaggia) di Cool Club, ma di certo interverranno anche altrettanto attesi simpaticissimi neofiti del palco (aspettiamo tra gli altri il ragionier Filini ed i suoi occhiali).
Che dire di più? Speriamo che il bel tempo ed il sole si decidano finalmente a scaldare queste terre, e… buona primavera a TUTTI!
Non è permesso il bagno in piscina

LA CANTATRICE CALVA
uno spettacolo di SOMNIA THEATRI
liberamente ispirato a “La Cantatrice Calva”
di E. Ionescu
Regia e progetto di Federico De Giorgi
Con Azzurra Buttazzo, Luca Colaci, Emilio Cozza, Antonio Nicolardi
Maschere di Antonio Verri
L’opera di Ionescu, scritta nel 1950, è una rappresentazione della decadenza umana e della non comunicazione. In scena viene scandito un tempo in cui si consumano parole ed atteggiamenti dei protagonisti profondamente senza senso, oltre i limiti dell’ignoranza. Sono i dialoghi dell’assurdo, di quel teatro di cinquant’anni fa che non è più assurdo dei giorni d’oggi, nella banalità delle realtà quotidiane.
Un uomo ormai morto nella sua capacità critica e conoscitiva, la stupidità dei discorsi superficiali a cui ogni giorno si da, un abbruttimento ed impoverimento del pensiero e della dialettica dovuto alla pigrizia, alimentata quest’ultima dall’insetticida dell’informazione, delle televisioni . Un uomo, in grado di non sviluppare nessuna filosofia di vita se non quella del consumismo, che diventa annientamento,un uomo birillo di una dittatura dalle spropositate e prima inesistenti proporzioni.
Lo spettacolo offre allo spettatore uno specchio della realtà, forse nessuna risposta, ma vedersi è già un buon inizio. Uno spot che inizia e ricomincia all’infinito. Un ritmo incalzante che oltrepassa Ionescu. Energia a volte incontrollata. Passione. Fame. Inquietudine. Tutto tremendamente allegro. Musica colta e da italiano medio. Inizia il pendolo, prosegue e tu sorridi e ti commuovi. Ma alla fine, ci si chiede, per cosa ho avvertito emozioni? E la risposta è tremendamente tua.
LA TRAMA: Nella prima scena i coniugi Smith siedono in salotto, il signor Smith legge un quotidiano fumando una pipa inglese, mentre la signora fila, ripetendo più volte il menu della loro cena, perfettamente all’inglese.
La cameriera Mary compare, annunciando i coniugi Martin, venuti per la cena già consumata. Gli Smith si dirigono a cambiarsi.
I Martin si accomodano e si comportano come perfetti sconosciuti rievocando ricordi di luoghi che hanno incontrato unitamente, senza però incontrarsi.
Le coppie si ricongiungono, e cominciano a parlare quando il campanello suona più volte, senza che però nessuno sia alla porta; la signora Smith elabora così la teoria che il suono del campanello corrisponde all’assenza di qualcuno, anziché alla sua presenza. Infine alla porta compare un pompiere alla disperata ricerca di un fuoco da estinguere. I personaggi cominciano a parlare, a raccontare barzellette, poi a sbraitare ed infine, colla comparsa anche della cameriera, ad emettere suoni senza senso. Poi calano le luci.
Il dramma ricomincia daccapo coi Martin al posto degli Smith: la signora Martin discute della favolosa cena inglese, mentre il signor Martin legge il giornale fumando la pipa, comodamente seduto in pantofole…
Ecco cosa lo stesso Ionesco dichiarò a questo proposito:
« Scrivendo questa commedia (poiché tutto ciò si era trasformato in una specie di commedia o anticommedia, cioè veramente la parodia di una commedia, una commedia nella commedia) ero sopraffatto da un vero malessere, da un senso di vertigine, di nausea. Ogni tanto ero costretto ad interrompermi e a domandarmi con insistenza quale spirito maligno mi costringesse a continuare a scrivere, andavo a distendermi sul canapè con il terrore di vederlo sprofondare nel nulla; ed io con lui. »
Nella nostra messinscena il testo di Ionescu è quasi totalmente rispettato, ma cambia l’atmosfera, non più personaggi statici e fermi, bensì soggetti che corrono infinitamente, in continua esplosione, convinti anche emozionalmente di ciò che sostengono. Crediamo appunto che i dialoghi di Ionesco non siano più così tanto assurdi se guardiamo come l’uomo odierno passa la giornata, e come la riempie di parole vuote. L’uomo di oggi ha emozioni in continua esplosione ma mai in equilibrio, è schizzofrenico, senza un contenuto che derivi da un sapere filosofico o di terra. Schizzofrenia esaltata, un uomo che ingurgita e vomita. Quest’uomo nello spettacolo non è grigio, ma è colorato ed in tale contraddizione è convinto del giusto. Ognuno ha una verità, e i personaggi tra loro non si guardano, e quando si accendono passioni
curiosamente profonde esse muoiono con una profonda violenza. Questo tradotto con uno stile brillante ed incalzante.
Come nacque l’opera di Ionescu. «Comprai un manuale di conversazione dal francese all’inglese, da principianti. Mi misi al lavoro e coscientemente copiai, per impararle a memoria, le frasi prese dal mio manuale. Rileggendole con attenzione, imparai dunque, non l’inglese, ma delle verità sorprendenti: che ci sono sette giorni nella settimana, ad esempio, cosa che già sapevo; oppure che il pavimento sta in basso, il soffitto in alto. [...] Per mia enorme meraviglia, la S.ra Smith faceva sapere a suo marito che essi avevano numerosi figli, che abitavano nei dintorni di Londra, che il loro cognome era Smith, che il Sig. Smith era un impiegato [...]. Mi dicevo che il Sig. Smith doveva essere un po’ al corrente di tutto ciò; ma, non si sa mai, ci sono persone così distratte…»