Published by Daniele on 18 Nov 2009
Piatti tipici pugliesi: Ciceri e Trie
Iniziamo la nostra rassegna di piatti tipici della tradizione del Salento e di Lecce con una ricetta locale di facile realizzo e dal successo assicurato: Ciceri e Trie. Ciceri e Trie compongono un primo piatto povero ma salutare e ricco di sapori semplici, da gustare con vino rosso corposo ed aromatico.
Questa e tutte le ricette che seguiranno potranno essere assaporate presso l’Agriturismo Villa Conca Marco, uno dei pochi agriturismo nel Salento e a Lecce a proporre le proprie pietanze con le ricette tradizionali dei nostri avi e con prodotti locali e biologici.
“CICERI E TRIE”
STORIA E TRADIZIONE
La parola “trìa” deriva dalla parola araba “itrya” che significa pasta fritta o pasta secca; furono infatti gli Arabi per primi ad essiccare i cereali ed a friggerli in grasso animale per poter ottenere una lunga conservazione; metodo che consentiva di avere cereali nel corso dei lunghi viaggi nei deserti. La trìa del Salento identifica la tagliatella di farina e acqua senza uovo, larga circa 1,5 cm della cui quantità da utilizzare se ne frigge il 25% mentre il rimanente 75% viene lessata.
INGREDIENTI PER LE “TRIE” (4 porzioni)
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gr 400 di farina di grano duro o di semola
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gr 150 di acqua
INGREDIENTI PER I “CICERI” (4 porzioni)
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gr 250 di ceci secchi;
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1 costa di sedano;
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1 spicchio d’aglio;
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2 pomodori maturi;
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1 cipolla piccola;
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olio extra vergine di oliva (consigliato l’olio extravergine di oliva Bio DOP “Quattrofrati”)
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sale e peperoncino q. b.
PREPARAZIONE
Si impasti la farina con l’acqua e la si domi fino a quando non si ottenga un impasto morbido ma omogeneo e consistente. Imbiancare il tavolo con un velo di farina e creare una sfoglia di pasta dallo spessore di circa 2 mm, aiutandosi con un mattarello. Si ripieghi a portafoglio la pasta per 2 volte e la si tagli con uno spessore di circa 1,5 cm. Si lasci riposare per circa un’ora.
Dalla sera precedente si mettano a bagno i ceci in acqua fredda con un cucchiaino di bicarbonato; il mattino successivo si risciacquino e si mettano in un recipiente di terracotta coperti da acqua fredda, con uno spicchio d’aglio, due pomodori “cigliegino” tagliati in quattro, una piccola cipolla bianca, un ciuffo di prezzemolo con i gambi legati e un tronchetto di sedano. Si regoli di sale e si lascino cuocere i ceci fin quando siano teneri (solitamente più di 2 ore), facendoli rimanere molto brodosi. Si prepari la “trìa”, si lasci essiccare e successivamente se ne frigga il 25% in olio d’oliva; si tolga la padella dal fuoco e si faccia intiepidire. Il rimanente 75% della pasta si faccia lessare a parte con acqua salata lasciando al dente; si scoli la pasta e si conservi una parte (circa gr 250) dell’acqua di cottura. Aggiungere infine alla pasta i ceci, le trie con il loro olio di frittura e l’acqua di cottura conservata. Far mantecare per circa 2 minuti e servire con una generosa dose di peperoncino.
I CONSIGLI DELLO CHEF
Si consiglia di usare ceci di piccole dimensioni. Per ottenere un gusto più acidulo, è possibile aggiungere a gradimento del sugo di pomodoro nella fase di mantecatura. Inoltre, chi volesse un piatto maggiormente aromatico può aggiungere 4 foglie di alloro durante la cottura dei ceci.
BUON APPETITO!